"Buonasera, volevamo fare una festa per i 18 anni di mia figlia, siete disponibili?"

Richieste simili piovono continuamente su WhatsApp, Instagram o telefono: il gestore invia le prime info, chiede la data, domanda il numero di persone, allega il PDF, risponde sui dettagli del dolce e infine spiega l'acconto. Quindici messaggi dopo, il cliente scrive "ci pensiamo e vi facciamo sapere".

Capita continuamente: le energie spese dietro a trattative inconcludenti sono ore preziose sottratte ai clienti realmente intenzionati a confermare.

Perché gli eventi sono diversi dalle prenotazioni

Fissare un tavolo ordinario richiede pochi minuti; gestire un evento privato comporta invece diversi passaggi: più persone coinvolte, budget da inquadrare, menù dedicati e caparre da registrare. L'assistente automatizza proprio questa prima fase ripetitiva in cui spesso i clienti si disperdono.

Per questo non lo tratto come una prenotazione gigante. Lo tratto come una piccola trattativa da ordinare.

Come lo organizzo, in quattro passi

1. Qualificazione. Si raccolgono subito le informazioni che servono per capire se la richiesta è fattibile: data, tipo di evento (compleanno, laurea, cena aziendale), numero approssimativo di ospiti, budget indicativo per persona. Con queste quattro cose il locale sa se vale la pena proseguire.

2. Invio dei pacchetti. In base alla richiesta, si inviano le formule che il locale ha deciso di offrire (per esempio un buffet o un menù fisso, con o senza bevande). Le formule e i prezzi li stabilisce il ristoratore, non io né l'assistente. Cifre e condizioni vanno scritte da te. Io non invento listini.

3. Extra e richieste speciali. Torta portata dall'esterno, musica, area riservata, allestimento. L'assistente raccoglie le richieste e le segnala, senza prendere impegni che non può mantenere.

4. Riepilogo e blocco data. Quando il cliente è convinto, l'assistente prepara un riepilogo con data, numero di ospiti, formula scelta e condizioni, e invia il modo di versare la caparra indicato dal locale. La data viene bloccata sul calendario, ad esempio come "in attesa di caparra", con una scadenza.

Dove deve restare il titolare

Questo è il capitolo dove la mia posizione è più netta: l'assistente non chiude il contratto.

L'assistente fa risparmiare il lavoro ripetitivo, non la decisione.

Cosa ottieni, in concreto

Cosa non ti prometto

Non ti prometto più eventi. Ti propongo un modo per gestire meglio quelli che già arrivano e per non perderne per ritardi o dimenticanze. Se le richieste sono poche, probabilmente non serve nulla di tutto questo: lo dico apertamente.

Prima di impostarlo

Servono i pacchetti scritti nero su bianco, le condizioni di caparra, il calendario degli eventi e la persona che risponde alle richieste importanti. Se non ci sono ancora, il primo lavoro è metterli insieme. Se vuoi partire da qui, scrivimi.

Note e fonti


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